Il marchio invisibile di Claude.
Cosa dice davvero, cosa lo cancella, e perché in cinque ore è nato uno strumento per toglierlo.
I modelli Claude usciti dal 2 agosto 2026 marcano quello che producono: un segno statistico dentro il testo, un dato di provenienza firmato dentro i file. Non si vede niente, e Anthropic scrive che non cambia la qualità delle risposte.
Il marchio invisibile di Claude si toglie con un copia e incolla?
No, il marchio invisibile di Claude non si toglie con un copia e incolla: il segno statistico viaggia insieme alle parole e resta anche se incolli il testo altrove. I modelli Claude usciti dal 2 agosto 2026 marcano quello che producono: nel testo con uno schema segreto nella scelta delle parole, nei file SVG, PNG e JPG con un dato di provenienza firmato secondo lo standard C2PA. Per Anthropic il marchio diventa non rilevabile se il testo viene riscritto pesantemente, parafrasato o tradotto, se il passaggio è troppo corto, se il file cambia formato o se ne fai uno screenshot. Se il testo lo scrivi tu e chiedi a Claude solo una correzione, le parole restano quasi tutte tue e il marchio ha poco a cui attaccarsi. Quanto a watermarks-remover, lo strumento open source arrivato a 18.700 stelle su GitHub, nessuno può dimostrare che funzioni sul testo, perché Anthropic non ha ancora pubblicato il rilevatore. Nel PDF trovi cosa impone l'AI Act e a chi, e una regola in 3 passaggi per i testi che consegni ai clienti.
Il punto che quasi nessuno ha letto
Quel marchio dice una cosa sola: questo testo è passato da Claude. Non dice chi l'ha pensato, né quanto ci hai messo mano. Nello stesso mucchio finiscono chi si è fatto scrivere tutto e chi ha scritto di suo e ha chiesto solo di correggere la punteggiatura.
Cosa impone la legge, e a chi
L'articolo 50 dell'AI Act si applica dal 2 agosto 2026: da quel giorno chi costruisce sistemi che generano testo, immagini, audio o video deve marcarne le uscite in un formato leggibile a macchina. Gira anche una seconda data, il 2 dicembre 2026, e viene raccontata male: non è la scadenza generale, è una proroga solo per i sistemi già sul mercato prima del 2 agosto.
L'obbligo di chi pubblica è un'altra cosa, ed è più stretto di come lo si racconta: riguarda i video e le immagini manipolati, e i testi solo se informano il pubblico su questioni di interesse pubblico e nessuno li ha rivisti. Un preventivo o un testo che rileggi tu non ci rientrano.
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